BIM


17 novembre 2015 - CIVIL Design e BIM

Un aspetto importante del BIM è l’interoperabilità, cioè la possibilità di scambio dati tra diversi gestori di BIM secondo un formato aperto e condiviso.

A questo proposito esiste un formato aperto OpenBIM, gestito dall’organizzazione BuildingSmart International (bSI, http://www.buildingsmart.org/). La comunità bSI gestisce lo standard di scambio dati IFC (Industrial Foundation Classes) dove la versione 4 è conforme alla norma ISO 16739: 2013.

Nel marzo 2015, bSI ha definito la proposta di standard per l’estensione di IFC alle Infrastrutture che in luglio 2015 è diventata standard finale (bSI Final Standard). In particolare questa estensione riguarda il modello geometrico del tracciato come primo passo verso il supporto di tutte le infrastrutture lineari.
CIVIL Design utilizza IFC come standard di codifica degli oggetti BIM per la generazione dei modelli.


CIVIL Design e BIM

CIVIL Design sta evolvendo con l’adeguamento via via agli standard per la gestione dei modelli BIM nel quadro della più generale innovazione determinata dalla metodologia IMM (Information Management & Modeling). Siamo convinti che questa innovazione di Processo e di Prodotto possa essere indirizzata per migliorare la creazione/gestione del manufatto. Di seguito alcuni esempi di utilizzo di CIVIL Design nella creazione/gestione di oggetti BIM.


BIM dell’infrastruttura stradale

Il primo esempio riguarda l’esportazione da CIVIL Design, come oggetti BIM, di un tratto di strada, la sua rete idraulica di smaltimento acque di piattaforma ed il terreno interessato dalle opere. Si noti la visualizzazione degli oggetti BIM in apposito programma in cui vediamo il modello complessivo e la lista degli oggetti. La selezione di un oggetto nel modello corrisponde alla selezione dello stesso nella lista con possibilità di visualizzare le proprietà dell’oggetto.

 

Reti tecnologiche

La metodologia BIM include anche le reti tecnologiche associate alla piattaforma stradale/ferroviaria, quali ad esempio la rete idraulica, la rete elettrica, la rete di trasmissione dati, l’armamento ferroviario ed altre. Nell’immagine seguente CIVIL Design ha esportato una rete idraulica di smaltimento acque di piattaforma, progettata, calcolata e verificata al suo interno.

 

Riconoscimento d’interferenza

Nella fase progettuale è utile un’analisi multisettoriale dove possono essere anticipate alcune problematiche di interferenze riscontrabili nelle fasi successive con risparmio evidente di risorse. Il seguente esempio riguarda il riconoscimento d’interferenza tra la piattaforma stradale e la sua rete idraulica di smaltimento acque. Nel dettaglio CIVIL Design ha esportato come oggetti BIM un tratto di piattaforma stradale e la sua rete idraulica. Si noti l’emergere di un pozzetto oltre la quota dell’asfalto.

 

Come visto i modelli BIM veicolano dati e informazione associati ad essi in modo strutturato consentendo la comunicazione e collaborazione attorno all’informazione dei modelli stessi. Come nei precedenti passaggi tecnologici verso la modellazione dinamica e verso la modellazione 3D, CIVIL Design sta percorrendo la strada per il pieno supporto del paradigma BIM.

 

L’evoluzione

Gli standard ISO per la codifica delle infrastrutture stradali e ferroviarie sono in fase di elaborazione e DIGICORP CIVIL Design sta prontamente seguendo la nuova standardizzazione per consentire una reale progettazione integrata con gli altri attori interessati alla gestione e alla costruzione.

 

20 luglio 2015 - Esperienze estere con il BIM

Nel Regno Unito il percorso di adozione del modello BIM utilizza il concetto di livelli di BIM. Nel 2016 sarà obbligatorio utilizzare modelli BIM di livello 2 per appalti della pubblica amministrazione.

Livelli di BIM
Il concetto di livelli di BIM (e di conformità al livello 2 di BIM) è diventato la definizione accettata di quali criteri siano richiesti per essere ritenuti BIM-conformi, guardando al processo di adozione come i prossimi passi nel percorso che ha portato l’industria dal tecnigrafo al computer e, ultimamente, nell’era digitale. Il governo (UK) ha riconosciuto che il processo di muovere l’industria delle costruzioni verso un lavoro completamente collaborativo sarà progressivo, con distinte e riconoscibili pietre miliari definite entro quel processo, nella forma di ‘livelli’. Questi sono stati definiti in un intervallo 0-3 e, sebbene esista un dibattito sul significato esatto di ciascun livello, il concetto generale è il seguente:

BIM Livello 0
Nella sua forma più semplice, livello 0 significa non collaborazione. E’ utilizzato solo per tavole CAD 2D, principalmente per Informazione di Produzione (es. Piano di Lavoro 2013, stadio 4 di Royal Institute of British Architects). Il prodotto (output) e la distribuzione è di tipo cartaceo o di stampe elettroniche o un misto di entrambe. La maggioranza dell’industria ora è già ben oltre questo livello.

BIM Livello 1
Questo tipicamente comprende un insieme misto di CAD 3D per lavoro di concetto e 2D per bozze di documenti di approvazione legale e d’Informazione di Produzione. Gli standard CAD sono gestiti secondo la norma BS 1192:2007 e la condivisione elettronica dei dati deriva da un ambiente comune di memorizzazione (CDE Common Data Environment), spesso gestito dal contraente dell’opera. Questo è il livello al quale molte organizzazioni stanno operando, sebbene non ci sia collaborazione tra diverse discipline, ciascuna pubblica e mantiene i suoi dati.

BIM Livello 2
Questo è caratterizzato dal lavoro collaborativo, tutte le parti usano i loro modelli CAD 3D, ma non necessariamente lavorano su un unico modello condiviso. La collaborazione consegue dal modo in cui l’informazione è scambiata tra le diverse parti ed è l’aspetto cruciale di questo livello. L’informazione di progetto è condivisa attraverso un formato di file comune, che abilita ogni organizzazione ad essere capace di combinare questi dati con i propri per creare un modello BIM federato e per eseguire interrogazioni di controllo su esso. Quindi ogni programma CAD, utilizzato dai diversi partner, deve essere capace di esportare in uno dei formati di file comuni quali ad esempio IFC (Industry Foundation Class) o COBie (Construction Operations Building Information Exchange). Questo è il metodo di lavoro impostato come obiettivo minimo dal governo del Regno Unito per tutti i lavori pubblici dal 2016.

BIM Livello 3
Attualmente visto come il sacro graal, questo rappresenta la piena collaborazione tra tutte le discipline attraverso un unico, condiviso modello di progetto memorizzato in un archivio centralizzato. Tutte le parti possono accedere e modificare quello stesso modello, e il beneficio è che rimuove il livello finale di rischio di conflitto informativo. Questo è conosciuto come ‘Open BIM’ e il governo del Regno Unito ha come data obiettivo di utilizzo per i lavori pubblici il 2019? Il nervosismo corrente nell’industria su problemi quali il copyright e l’affidabilità dovrebbero essere risolti, il primo per mezzo dell’impegno di documenti e permessi per software di creare/leggere/scrivere, e il secondo da percorsi per appalti a rischio condiviso attraverso diversi partner. Il Protocollo Construction Industry Council BIM fornisce supporto per questo.

Cosa significa in pratica
Il significato di questi passi, in termini reali, è che il governo del Regno Unito ha adottato questa definizione nel suo Construction Strategy, richiedendo che tutti i lavori pubblici siano gestiti utilizzando BIM di Livello 2 dal 2016. Questo obbligo è stato adottato come una misura di aiuto per il raggiungimento dell’obbiettivo di ridurre lo spreco nelle costruzioni del 20%. Si considera che il lavoro non terminato, le discrepanze e gli errori, e le inefficienze informative della catena di forniture sono le maggiori cause dello spreco; e che il lavoro collaborativo può aiutare nella loro riduzione. Guardando avanti, è molto probabile che le pratiche di lavoro collaborativo alla fine coleranno nel settore privato nello stesso modo che il CAD ha preso piede sul tecnigrafo negli anni 90. BIM 4D e oltre

Alla fine, il concetto di BIM ‘4D’ è divenuta una parola d’ordine negli ultimi anni. Ciò equivale all’uso dei dati BIM nell’analisi delle tempistiche; oltre questo livello esiste il ‘5D’ che include la gestione dei costi, e il ‘6D’ per scopi di gestione della manutenzione.

Link utili:

Fonte: http://www.thenbs.com/topics/bim/articles/bim-levels-explained.asp


29 maggio 2015 - BIM per le infrastrutture

La Direttiva Europea (European Union Public Procurement Directive) 2014/24/EU sugli Appalti Pubblici raccomanda l’utilizzo del Building Information Modeling nelle procedure di acquisizione di beni e servizi da parte della Pubblica Amministrazione degli Stati Membri. Si veda la citazione esplicita nella versione inglese Article 22, paragraph 4 "building information electronic modelling tools"

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/HTML/?uri=CELEX:32014L0024&from=IT

(Nella versione italiana si parla di "strumenti di simulazione elettronica per le informazioni edilizie").

Sotto la spinta di una domanda crescente, dopo il settore Architettonico, la progettazione secondo il paradigma BIM (Building Information Modeling) sta investendo anche il settore delle Infrastrutture quali strade, ferrovie, canali, ponti, tunnel, reti tecnologiche. La costruzione di Modelli, la gestione e tracciatura dei Processi, dalla progettazione preliminare ai piani di manutenzione, possono rappresentare un valido aiuto nel miglioramento della gestione del bene edilizio.

Un aspetto importante del BIM è l’interoperabilità, cioè la possibilità di scambio dati tra diversi gestori di BIM secondo un formato aperto e condiviso. A questo proposito esiste un formato aperto OpenBIM, gestito dall’organizzazione BuildingSmart International (bSI, http://www.buildingsmart.org/). La comunità bSI gestisce lo standard di scambio dati IFC (Industrial Foundation Classes) dove la versione 4 è conforme alla norma ISO 16739: 2013.

Nel marzo 2015, bSI ha definito la proposta di standard per l’estensione di IFC alle Infrastrutture e in particolare al modello del tracciato, consapevoli che questo è il componente base per tutte le infrastrutture lineari.

 


CIVIL DESIGN work in progress

Nonostante questo ritardo nella definizione dello standard IFC per Infrastrutture, stiamo predisponendo CIVIL Design per la gestione dei modelli BIM nel quadro della più generale innovazione determinata dalla metodologia IMM (Information Management & Modeling). Siamo convinti che questa innovazione di Processo e di Prodotto possa essere indirizzata per migliorare la creazione/gestione del manufatto. Solo alcuni esempi: nella fase progettuale possono essere anticipate alcune problematiche di interferenze riscontrabili nelle fasi successive con risparmio evidente di risorse; oppure un altro esempio è la possibilità di spingere le diverse alternative progettuali fino agli elementi costruttivi con un’analisi dei costi. La generazione di modelli più vicini al manufatto finale può garantire una migliore gestione dello stesso. Come nei precedenti passaggi tecnologici verso la modellazione dinamica e verso la modellazione 3D, CIVIL Design sta percorrendo la strada verso il pieno supporto del paradigma BIM.








Password dimenticata »
Nuovo utente »